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Compagno T.

Lettere a un comunista sardo

Autore/i Cristiano Sabino
Anno di edizione 2017
ISBN 978-88-7356-294-8
Collana Pósidos
Pagine 144
Formato Dim. 150x210 mm
Supporto Libro
Prezzo € 12,00
Novità
Compagno T.

La lingua, la storia, le basi e i poligoni militari, lŽequivoco della modernità dŽimportazione, lo spopolamento, i luoghi comuni sui sardi e sulla loro presunta incapacità di emanciparsi, le laceranti ferite dovute ai disastri ambientali e lo smantellamento di ogni prospettiva economica non basata sulla dipendenza e sulla subalternità, ma anche una feroce autocritica sulle involuzioni della sinistra e la crisi profonda del pensiero politico alternativo al modello liberista in un fitto dialogo dellŽautore con il misterioso ŽCompagno T.Ž. Una raccolta di lettere scritte con linguaggio franco e crudo che ricompongono una storia di militanza e passione civile, in una terra condannata ad essere una periferia senza valore. Uno scambio senza esclusione di colpi tra due compagni oramai divisi da un vertiginoso rift culturale prima ancora che politico. Da una parte lŽadesione acritica allŽideologia di Stato che gradualmente ma inesorabilmente trasforma i rivoluzionari rossi in tiepidi difensori dello status quo affetti da una vera e propria sindrome di Stoccolma verso lŽoppressore. DallŽaltra una ricerca continua e instancabile per strappare quel velo di Maya, frutto di una storia di alienazione ma diventato ormai norma e natura, che ha portato la maggioranza dei sardi a riprodurre automaticamente i medesimi meccanismi della subalternità. Una jŽaccuse diretta e graffiante ma mai distruttiva, sempre con lo sguardo rivolto al futuro e al progetto.

Agli inizi del Duemila la Sardegna appariva come un vero e proprio laboratorio di idee e in molti iniziavano a interrogarsi sulla fine del ciclo storico autonomistico. Nuovi movimenti si affacciavano sulla scena del sardismo e la musica, le subculture giovanili, la narrativa e perfino il dibattito accademico ne venivano contaminati positivamente. Sono gli anni delle grandi manifestazioni internazionali contro la globalizzazione e il neoliberismo. Ma sono anche gli anni del tramonto dellŽimmagine della Sardegna come paradiso incontaminato a causa della scoperta traumatica del disastro ambientale causato dai poligoni militari e dallŽindustria pesante. Sono gli anni in cui ci si rende anche conto che la lingua sarda, il patrimonio archeologico, la memoria storica e il paesaggio sono beni in grave pericolo, proprio a causa delle scelte compiute sotto lŽegida dellŽItalia repubblicana. Tutto ciò offre vigore a una nuova generazione di indipendentisti che scendono nellŽagone politico, decisi a cambiare le cose.